“Ho fatto tutto con le mie forze, qual è il mio segreto? Prendere la musica con leggerezza” l’intervista al cantautore pop Gianluca Modanese

Si chiama Gianluca Modanese, ha 22 anni (17 maggio 1995), è di Cesena e la musica è la sua più grande passione.

Si definisce un cantante/cantautore prevalentemente popnon ha alle spalle nessuna etichetta e management  e per questo è un artista totalmente indipendente, ma nonostante questo è riuscito a pubblicare il 15 gennaio 2017 il suo primo album “Universo Mobile” e a raggiungere il mezzo milione di ascolti su Spotify.

Ieri, venerdì 18 maggio, è uscito il suo nuovo singolo “Buonanotte, Ti pensavo”, un altro grande traguardo per Gianluca che ha da sempre inciso, scritto e prodotto le sue canzoni da solo.

Ecco il lyric video di “Buonanotte, Ti pensavo” pubblicato su youtube:

Gianluca ha inoltre un buonissimo seguito sui social, basti pensare che su instagram, dove posta regolarmente cover di artisti famosi, ha già superato i 100 mila seguaci.

Se volete conoscerlo meglio leggete la nostra intervista:

1. Ciao Gianluca parlaci un po’ di te, com’è nato il tuo amore per la musica?
Il mio amore per la musica è nato insieme a me, se così possiamo dire. Sono cresciuto in una famiglia dove la musica è sempre stata al centro della vita, infatti mio babbo suona la chitarra, mia sorella il pianoforte e mia mamma canta, quindi è stato tutto molto naturale.

2. Il tuo nuovo singolo, uscito il 18 maggio, che cosa racconta?
Racconta una storia che ho vissuto con una ragazza questo autunno. Ci sentivamo e vedevamo spesso ma nessuno dei due sapeva realmente cosa “fossimo”, se amici, conoscenti oppure semplicemente due ragazzi che uscivano insieme. Di una cosa però lei era certa: voleva sempre che le scrivessi la buonanotte prima di andare a dormire, ma io non lo facevo mai. Una sera c’è stato un litigio un po’ pesante, e sembrava fosse tutto finito. Così ho preso la chitarra e nella mia testa è nata “Buonanotte, Ti Pensavo”.
Siccome non le avevo mai scritto buonanotte, e neanche quella sera l’avrei fatto perchè avevamo litigato, ho deciso di mandargliela così, attraverso una canzone.

3. Come lo descriveresti?
Diverso. Rispetto alle mie canzoni precedenti sicuramente c’è un atmosfera molto più estiva ed elettronica, anche se ho cercato di non snaturarmi troppo. Ma ho voluto provare ad allontanarmi un po’ dalle sonorità acustiche che si sentivano nel mio primo album.

4. Quali sono i cantanti che ascoltavi da piccolo?
Sono cresciuto ascoltando musica un po’ più “pesante” da quella che faccio attualmente. Da piccolo ascoltavo molto gruppi come blink-182, Sum 41, Nirvana. Però essendo cresciuto in una famiglia musicale sono stato influenzato anche da quello che ascoltava mio babbo, band come Beatles e Oasis, che ascolto tutt’ora.

5. E ora i tuoi gusti sono rimasti gli stessi? Quali sono le tue influenze?
Diciamo che mi sono un po’ evoluto e cerco di ascoltare più musica possibile. Sicuramente mi sono spostato molto di più verso il pop e il mio punto di riferimento principale è Ed Sheeran, che ho scoperto nel 2012 e d è stata la ragione per cui ho iniziato a scrivere canzoni. Per quanto riguarda altri artisti stranieri, ascolto molto anche Charlie Puth, che mi ha stregato con “See You Again”, mentre di italiani penso che i Thegiornalisti abbiano portato una ventata di novità nel panorama italiano, e mi piace tanto anche Cesare Cremonini, che ascolto fin da bambino.

6. Oltre a cantare suoni qualche strumento?
Come ho detto, ho iniziato suonando la batteria, che ho studiato per 10 anni. Dai i 16 anni in poi però ho iniziato a dedicarmi alla chitarra, che ho imparato da autodidatta. Provo a suonare anche il piano, ma sono a un livello molto base.

7. I testi delle tue canzoni sono scritti interamente da te, riflettono le tue esperienze e sono autobiografici?
Si, i miei testi sono scritti interamente da me e parlano di esperienze che ho vissuto in prima persona, le mie emozioni, i miei sentimenti. Mi piace l’idea di poter raccontare qualcosa che ho provato, e che un’altra persona possa rivedersi nella mia stessa storia.

8. Hai inciso e prodotto i tuoi pezzi da solo e raggiunto un gran numero di ascolti nonostante tu non abbia alle spalle una casa discografica. Come sono stati gli esordi, è dura emergere nel mondo della musica?
Ho sempre preso la musica con molta leggerezza, con determinazione e volontà ma anche non prendendomi troppo sul serio, facevo musica per me stesso. Sicuramente al giorno d’oggi è molto più difficile emergere, anche per il fatto che i pochi giovani che si vedono, provengono dai talent. Io comunque non mi sono mai abbattuto e ho sempre cercato di trasmettere qualcosa alle persone tramite le mie canzoni, e quando i primi risultati sono arrivati, è stato bellissimo poter dire “ho fatto tutto solo con le mie forze”

9. Cosa rappresenta per te la musica? E’ solo una passione?
È partita come una passione, tutt’ora lo è e lo sarà sempre, perché anche se a 40 anni non avessi raggiunto gli obbiettivi che ho, continuerei a fare canzoni. Diciamo che quando vedi certi numeri (più di mezzo milione su Spotify, 100.000 seguaci su Instagram), è difficile non pensare in grande e non pensare di poter fare meglio. Quindi attualmente considero la musica quasi come un lavoro, le dedico tantissimo tempo e il mio obbiettivo è proprio quello di poter vivere attraverso le mie canzoni, attraverso quello che mi piace fare.

10. Ultima domanda, che consiglio daresti a chi ha il tuo stesso sogno?
Il consiglio che darei è di non fare musica perché si vuole sfondare o diventare famosi. Ma farlo per se stessi, per stare bene. Scrivere canzoni per raccontare qualcosa, per sfogarsi, rilassarsi. Le persone si accorgono di questo, e quindi il segreto è di non mollare mai, perché tutti hanno un’occasione, l’importante è saperla cogliere!

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13 comments

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